Il Patronato SENAS di ORTA NOVA assiste e tutela gratuitamente i cittadini in sede amministrativa e giudiziaria per il conseguimento delle prestazioni erogate da:

 

 

 

                     

 

 

 

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Indennità di Malattia

CHE COS’E’


É un'indennità sostitutiva della retribuzione che viene pagata ai lavoratori in caso di malattia, a 
partire dal 4° giorno. Non sono pagati i primi 3 giorni.


A CHI SPETTA


• alla quasi totalità degli operai del settore privato e agli impiegati del settore Terziario e Servizi 
(ex commercio)


• ai disoccupati e sospesi dal lavoro (appartenenti alle categorie sopra indicate) purché il rapporto 
di lavoro sia cessato o sospeso da non più di 60 giorni prima dell'inizio della malattia.
Per i lavoratori con contratto a tempo determinato il diritto all'indennità di malattia cessa in 
concomitanza con la cessazione del rapporto di lavoro. L'indennità di malattia spetta per periodi non 
superiori a 180 giorni di calendario nell'anno solare.


COME OTTENERLA


Il lavoratore deve farsi rilasciare dal medico curante il certificato di malattia redatto in due copie ed 
entro 2 giorni DEVE INVIARNE la 1^ copia alla propria Sede dell'INPS (quella di residenza 
abituale) e la 2^ copia al datore di lavoro. I certificati sono a lettura ottica, per cui è molto 
importante, per la compilazione, attenersi alle istruzioni riportate sul certificato stesso.


FASCE ORARIE


Il lavoratore ammalato deve rimanere a casa a disposizione per eventuali controlli effettuati dai 
medici dell'INPS, nelle seguenti fasce orarie: 
dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19 comprese le domeniche e i giorni festivi.


MOTIVI CHE GIUSTIFICANO L’ASSENZA AL CONTROLLO


• necessità di eseguire visite generiche urgenti o accertamenti specialistici che non possono 
essere effettuati in orari diversi da quelli previsti per le fasce orarie • assenza per evitare gravi conseguenze personali e per la famiglia


NON SPETTA


• per i giorni di ritardo nell'invio del certificato


• quando il lavoratore è assente ingiustificato alla visita di controllo disposta dall'INPS o dalla 
USL: in tal caso è prevista la perdita totale dell'indennità per un massimo di 10 giorni. In 
caso di seconda assenza non giustificata la riduzione dell'indennità è del 50% per il restante 
periodo di malattia


L’IMPORTO


É pari, per la maggior parte delle categorie, al 50% della retribuzione media globale giornaliera per 
i primi venti giorni di malattia; al 66,66% per i giorni successivi della stessa malattia o ricaduta. 
L'indennità è pagata in genere dal datore di lavoro, il quale procede al relativo conguaglio con i 
contributi dovuti all'INPS. L'indennità viene pagata invece direttamente dall'INPS:


• ai disoccupati e sospesi dal lavoro (che non fruiscono del trattamento di integrazione 
salariale) per i quali l'indennità è ridotta


• agli operai agricoli;


• ai lavoratori assunti con contratto a tempo determinato per lavori stagionali.


DURANTE LE FERIE


La malattia sorta durante le ferie ne sospende il decorso a meno che il datore di lavoro provi, 
attraverso accertamenti sanitari, che la malattia stessa è di fatto compatibile con le finalità delle 
ferie. Il lavoratore è tenuto a comunicare lo stato di malattia al datore di lavoro e all'INPS. 
Controlli sanitari È data facoltà al datore di lavoro che intenda verificare l'effettiva incompatibilità 
della malattia del lavoratore con le ferie, di chiedere il controllo - da parte dell'INPS o della ASL - 
specificando che si tratta di lavoratore ammalatosi durante le ferie. L'idoneità della malattia ai fini 
della sospensione deve essere valutata in relazione a quello che viene definito "danno biologico". Di 
conseguenza l'interruzione del periodo feriale si verifica solo quando la malattia sopravvenuta, 
incida sulla sfera biologica del lavoratore in modo sostanziale pregiudicando il recupero delle 
energie psicofisiche, principale scopo delle ferie.

 

 

Indennità di maternità/paternità

L'indennità di maternità o "indennità per astensione obbligatoria"', è sostitutiva della retribuzionee viene pagata alle lavoratrici assenti dal lavoro per gravidanza e puerperio o per interruzione di gravidanza dopo il 180° giorno.

 

A CHI SPETTA

  • Alle lavoratrici/lavoratori dipendenti, compresi quelli comunitari o extracomunitari; 
    alle lavoratrici/lavoratori autonomi (coltivatrici/coltivatori dirette, mezzadre/i e colone/i, artigiane/i e commercianti);
  • alle lavoratrici/lavoratori domestiche (colf e badanti);
  • alle lavoratrici/lavoratori agricole/i;
  • alle lavoratrici/lavoratori iscritti alla gestione separata  (lavoratrici/lavoratori a progetto, associate/i in partecipazione) che non siano iscritte/i ad altra forma di previdenza, non titolari di pensioni e che versino, dal 1° gennaio 2008, l'aliquota del 24,72%;
  • al padre lavoratore dipendente, in alternativa alla madre lavoratrice, in casi particolari.

ADOZIONE E AFFIDAMENTO

 

L’indennità di maternità spetta anche nei casi di adozione o di affidamento, secondo le seguenti modalità. 


In caso di adozione nazionale:

l’indennità spetta per i 5 mesi successivi all’ingresso del minore in famiglia, a prescindere dall’età del minore.

 

In caso di adozione internazionale:

 

l'indennità spetta per un totale di 5 mesi, a prescindere dall'età del minore. Il congedo può essere utilizzato, anche parzialmente, prima dell'ingresso del minore in Italia, durante il periodo di permanenza all'estero necessario per l'incontro col minore e per il completamento della procedura adottiva.

 

N.B. La lavoratrice, che per il periodo di permanenza all'estero non richiede, o richiede solo in parte, il congedo di maternità, può usufruire di un congedo non retribuito, senza diritto ad indennità.

 

 

In caso di affidamento:

 

l'indennità di maternità spetta - entro 5 mesi dall'affidamento - per un periodo massimo di 3 mesi, a prescindere dall'età del minore.

 

QUANTO SPETTA

 

L'importo dell'indennità di maternità per le lavoratrici/lavoratori dipendenti è pari all'80% della retribuzione media giornaliera percepita nel mese immediatamente precedente l'inizio dell'astensione dal lavoro.

 

PER QUANTO TEMPO

 

Le lavoratrici madri ricevono l'indennità di maternità nel periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, e cioè:

  • nei due mesi precedenti la data presunta del parto;
  • nei tre mesi successivi alla data effettiva del parto
    Le lavoratrici dipendenti, le lavoratrici a progetto , le associate in partecipazione e le lavoratrici domestiche possono, dietro certificazione medica, ritardare di un mese l'assenza dal lavoro prima della nascita, prolungando così a quattro mesi il periodo di congedo dopo il parto.

LA DOMANDA

Per ricevere l'indennità di maternità:

  • le lavoratrici dipendenti, domestiche e operaie agricole devono presentare la domanda (modulo MAT.) sia alla sede Inps competente per residenza sia al datore di lavoro;
  • le lavoratrici parasubordinate devono presentare la domanda prima dell’inizio del congedo di maternità (modulo MAT./ GEST.SEP) sia alla sede Inps competente per residenza sia al datore di lavoro;
  • le lavoratrici autonome devono presentare la domanda (modulo MAT.AUT) dopo il parto, e solo alla sede Inps competente per residenza.

N.B. La presentazione della domanda, con allegati i documenti richiesti, può essere effettuata anche tramite i Patronati.

 

CHI PAGA

 

Per le lavoratrici dipendenti e parasubordinate l'indennità è pagata dal datore di lavoro che viene poi rimborsato dall'INPS con il conguaglio dei contributi. 
Per le lavoratrici autonomedomestiche operaie agricole il pagamento è effettuato direttamente dall'Inps in una delle seguenti modalità:

  • con assegno circolare;
  • con bonifico bancario o postale;
  • allo sportello di un qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale.

 

ASSEGNO DI MATERNITA' DELLO STATO

 

E' una prestazione che spetta alle madri residenti, cittadine italiane, comunitarie o extracomunitarie in possesso del 'permesso CE per soggiornanti di lungo periodo’, per ogni figlio nato, adottato, o in affidamento preadottivo.

N.B.: a seguito della Circolare INPS n. 35 del 9 marzo 2010 , anche coloro che sono in attesa di rilascio del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti o della carta di soggiorno per familiari di cittadini comunitari o italiani, possono presentare istanza per il riconoscimento dell’assegno di maternità. 
Gli uffici comunali dovranno tenere in sospeso le istanze presentate fino all’esibizione del permesso di soggiorno CE per lungo soggiornanti o della carta di soggiorno di familiare di cittadino dell’Unione o di cittadino italiano o della carta di soggiorno permanente per i familiari di cittadini dell’Unione o italiani previste dal D.lgs. n. 30/2007 (artt. 10, 17 e 23). Tali categorie di persone beneficiano infatti del principio di parità di trattamento in tutti gli ambiti di competenza dei trattati europei, inclusa l’assistenza sociale (art. 24).

 

REQUISITI

 

L'assegno spetta  alla madre che:

  • abbia un rapporto di lavoro in essere e una qualsiasi forma di tutela per la maternità e abbiaalmeno 3 mesi di contribuzione (da lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo) nel periodo compreso fra i 18 e i 9 mesi precedenti la nascita del bambino (o il suo inserimento in famiglia, nel caso di adozione o affidamento), ma che non abbia raggiunto i requisiti per l’indennità di maternità o risulti di importo inferiore all’assegno (in questo caso spetta la differenza);
  • si sia dimessa volontariamente dal lavoro durante la gravidanza ed abbia almeno 3 mesi di contribuzione (da lavoro subordinato, parasubordinato o autonomo) nel periodo compreso fra18 e i 9 mesi precedenti la nascita del bambino (o il suo inserimento in famiglia, nel caso di adozione o affidamento);
  • precedentemente abbia avuto diritto ad una prestazione dell'Inps (ad esempio per malattia o disoccupazione) per aver lavorato almeno tre mesi (come subordinata, parasubordinata o autonoma), purché tra la data della perdita del diritto a prestazioni previdenziali e la data di nascita o di ingresso del minore in famiglia non siano trascorsi più di nove mesi.

PERIODI DI LAVORO ALL'ESTERO

 

Ai fini del diritto all'assegno di maternità, sono considerati utili anche i periodi di lavoro svolti negli altri Stati membri dell'Unione Europea e in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera. La lavoratrice, pertanto, può raggiungere il requisito contributivo necessario (3 mesi) sommando i periodi di lavoro italiani con quelli esteri. Tali periodi, però, non devono essere coincidenti e la lavoratrice deve avere almeno un contributo settimanale in Italia.

 

IL PAGAMENTO

 

L’assegno  è erogato dallo Stato tramite l’INPS in un’unica soluzione.
La somma è corrisposta per intero a chi non ha diritto ad alcuna prestazione, o per differenza a chi fruisce già di una indennità, ma di importo inferiore.

N.B. Chi richiede l’assegno di maternità dello Stato non ha diritto all’assegno concesso dai comuni.

 

LA DOMANDA

 

La domanda per l’assegno deve essere presentata all’INPS entro 6 mesi dalla nascita o dall’adozione o dall’affidamento preadottivo.
Se l’INPS accoglie la domanda, dopo i dovuti accertamenti, il beneficiario ha diritto a ricevere l’assegno entro 120 giorni dalla data di presentazione della domanda.
Se, invece, l’INPS non accoglie la domanda, questa viene automaticamente trasmessa al comune territorialmente competente perché il richiedente riceva l’ 'assegno di maternità concesso dai Comuni’.


ASSEGNO DI MATERNITA' CONCESSO DAI COMUNI

Il comune di residenza concede un assegno di maternità per ogni figlio nato, adottato o in affidamento preadottivo nel periodo compreso dal 1.1.2010 al 31.12.2010.

 

A CHI SPETTA

 

L’assegno spetta in alternativa:

  • alla madre naturale, all’affidataria in preadozione, all’adottante;
  • al padre naturale, al coniuge della donna adottante o affidataria, all’adottante non coniugato, all’affidatario preadottivo.

REQUISITI

 

 Il richiedente deve:

  • risiedere in Italia al momento della domanda;
  • se extracomunitario, essere in possesso del 'permesso CE per soggiornanti di lungo periodo’ (ex carta di soggiorno);
  • non beneficiare di alcuna indennità di maternità;
  • il reddito del nucleo familiare di appartenenza non deve superare testo un determinato limite stabilito ogni anno dalla legge. Per il 2010 tale limite - con riferimento ai nuclei familiari composti da tre componenti è di euro 32.448,22.

N.B. Hanno diritto a questa prestazione anche le cittadine extracomunitarie prive del permesso CE per soggiornanti di lungo periodo, purchè siano già state riconosciute titolari dello status di 'rifugiato politico' o di 'protezione sussidiaria'.

 

IL PAGAMENTO

 

L’assegno, d’importo mensile pari a 311,27 per il 2010 per complessivi euro 1.556,35, viene concesso dal Comune di residenza e pagato dall’INPS in un’unica soluzione  entro 45 giorni dalla data di trasmissione della domanda da parte del comune stesso.

 

La domanda per l'assegno deve essere presentata al Comune di residenza della madre entro 6 mesi dalla nascita o dall'adozione o dall'affidamento preadottivo.

 

N.B. Chi richiede l’assegno di maternità dello Stato non ha diritto all’assegno concesso dai comuni.

 

scarica la domanda qui 

 

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